Ieri, 5 aprile 2014, è stato inaugurato il complesso della
Rocca di Suvereto, uno dei borghi che vanta la Bandiera Arancione nel cuore
della Val di Cornia.
La Rocca di Suvereto (LI) |
Gli sbandieratori di Suvereto |
Volutamente non chiamato Museo ma più semplicemente La Rocca di Suvereto. Storie, scambi e laboratorio di identità.
I progettisti, Giuseppe Bartolini e Simonetta Fiamminghi, al
momento del taglio del nastro hanno voluto leggere un brano dello storico
Massimo Montanari che per loro racchiude l’essenza e la filosofia di
questo “piccolo museo/laboratorio”.
“...la
storia ci mostra esattamente il contrario: che le identità culturali non
sono
inscritte nel patrimonio genetico di una società, ma si modificano e
si
ridefiniscono incessantemente, adattandosi a situazioni sempre nuove
determinate
dal contatto con culture e identità diverse. Il confronto con
l’altro
consente non solo di misurare, ma di creare la propria diversità.
Le
identità pertanto non esistono al di fuori dello scambio, e tutelare
la
biodiversità culturale non significa chiudere ciascuna identità in un
guscio,
bensì metterle in rete.”
Massimo
Montanari, da “Il mondo in cucina”
Il concetto di Laboratorio, piuttosto che di Museo, è
interessante.
Il fatto che si tratti di un piccolo Museo che in sole quattro
piccole stanze racconta la storia dell'identità suveretana, ricostruita dal Medioevo fino all’età contemporanea, lo
potrebbe avvicinare ancora più proprio a quella cittadinanza alla quale
è dedicato.
La tecnologia del Museo che coinvolge grandi e piccini |
La modernità dell'allestimento mette a disposizione del visitatore una serie di touch screen che permettono di comporre e scorrere il proprio racconto ma che, allo stesso tempo, si integrano con la tradizione dei supporti costituiti da barriques di legno o valigie d'epoca.
La speranza è che sia vissuto come un luogo, ancora una volta, di
scambi e di crescita di orgoglio e consapevolezza di una comunità, altrimenti c'è il rischio che vada ad arricchire l'elenco dei piccoli musei sconosciuti e poco vissuti.
Le storie
che vi sono raccontate riguardano i fatti più salienti della storia suveretana,
il passaggio del corpo dell’imperatore Arrigo VII, le innovazioni
portate da Elisa Bonaparte, fino alla tradizione locale dal secolo scorso a
oggi.
Allestimento della sala dedicata a Elisa Bonaparte |
Storie di lavoro, di vita vissuta, storie di ordinaria quotidianità della
Suvereto di oggi, raccontate da chi ci è sempre vissuto e da chi ha scelto di
viverci. Raccontate in video installati sul fondo delle barriques in legno, contributo che i produttori vinicoli della zona hanno voluto offrire alla creazione dell’allestimento.
Un percorso coinvolgente che ti rende partecipe e protagonista delle storie.
Nella sala dedicata a Elisa Bonaparte si trovano vecchie valigie e bauli che riproducono quelli dentro ai quali la principessa aveva portato con se le più grandi innovazioni del suo tempo. Uno schermo touch screen, installato all'interno di una delle valigie, permette di approfondire l'argomento.
Al piano
terra si trovano dei modellini della Rocca che molto semplicemente sintetizzano le principali
trasformazioni del monumento. Rigorosamente appoggiati sulle eleganti e
profumate barriques.
La sala al piano terra |
I modellini che riproducono le trasformazioni della Rocca |
Dalla Rocca la vista si spinge fino al mare, con il promontorio di
Populonia che si staglia sulla sagoma dell’isola d’Elba. Al tramonto si gode di
una vista meravigliosa soprattutto dalle piccole finestre della torre.
Una
passeggiata per i vicoli del borgo di Suvereto e una cena in uno dei numerosi
ristoranti la consiglierei a chiunque. Da ieri c'è anche un
motivo in più…
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